sabato 28 marzo 2009

Ora incerta



Tutte le numerose spirali vorticose che cercavo di brandire,
scivolano nel bianco del cielo autunnale.
Labilmente torno a percepire me stesso
in una inconsueta notte;
notte etilica,
notte di fuoco,
notte di sogni infranti.
Devo lasciare che il destino mi colga,
mi estirpi con un taglio netto dall’ apatia dell’esistenza.
Sulla superficie trasparente di uno specchio gotico faccio scivolare
le mie mani caduche,
contemplo la mia immagine
e bramo il mondo che la circonda.
Il DESTINO mi invita nell’ artificiale dimensione ed io vi immergo la testa sanguinando.

1 commento:

NERO_CATRAME ha detto...

Che scrivi bene è indubbio,ti auguro comunque di tornare presto a lla primavera e immergervi una testa grondante di fiori di ciliegio.