lunedì 29 dicembre 2008

Narciso


Immerso nell'eccelenza di se stesso


contempla da lontano il resto;


con le mani sfiora la tenera acqua che si dissolve voluttosamente in un canto d'amore.

Presagi di tristi rivelazioni cigolano nell'aria .....


.......................poi il niente,solo il tacito abbraccio della morte...
(l'immagine è il quadro "La metamorfosi di Narciso" di Dalì")

Arcana Memoria



Sorseggiando attimi indissolubili smarrisco me stesso in un lampo di luce;


mi rivengono alla mente quei ricordi, cosi pregiati ed indissolubilmente persi.


Soffro nello specchiarmi in una pozza d'acqua,nell'annusare quei delicati profumi che il mio odorato aveva dimenticato;


nell'udire suoni diventati echi;

nel palpare il frutto di amori consumati;

nell'saggiare sublimi arcaiche essenze;

nel rivedere sguardi lanciati da occhi ormai chiusi;


in aeternum.
Tutto si veste di magica parvenza e astratto sentore.

Il sangue mi ribolle come un' alchemica sostanza e il cuore mi sobbalza come un'antico artefatto.

Ogni cosa evoca vecchie immagini:molto mi ha fatto male,

però con lo sguardo posso ancora sfidare l'orizzonte,
immergermi nel Sole e lentamente lasciarmi andare
.

giovedì 25 dicembre 2008

Festa antigas


Quarta parte di "City of strengers" per le altre cercate i post con l'apposita etichetta: sono poco più in basso!



-Benvenuto nel regno del niente…- Jemina fuma una sigaretta, mentre Cal si è da poco svegliato,li ascolta di nascosto, lei e Orchid.
-Il regno dei tuoi vuoti, Jemina?-
Lei abbasso lo sguardo verso il pavimento: anche le mattonelle di quella piccola cucina sembrano snobbarla altezzose; Cal ancora in torpore, avvolto dalle coperte, vede ora l’oggetto del suo desiderio così fragile, mentre la osserva ora piangente tenere ben salda quella piccola asticella di plastica segno della loro promessa.
-L’ aiuterò!- si dice tra se- qualunque sia il prezzo da pagare!-
Beh trascurando per un po’ le turbe psichiche di questi inetti del destino, lasciamo scorrere il tempo fino all’ora della così tanto attesa festa; e sì, perché proprio ad una festa ci sarà l’incontro-scontro tra Cal, il nostro eroe e questo fantomatico fidanzato di Jemina. La festa come ha spiegato prontamente la ragazza, è stata organizzata dallo stesso Rufus( e bene si il nome del suo attuale tipo è questo), nella cosi detta Villa dei Balocchi, poco distante dalla centrale chimica. In quella Villa( la terza che possiede la famiglia di rufus) è usuale tenersi “La festa Antigas”:
-L’intera villa sarà cosparsa di sostanze nocive….e gli invitati saranno costretti ad indossare una maschera antigas se vuole evitare di inalarle…-
-Sembra la festa per un manicomio…- Nota prontamente Orchid, mentre sta raggiungendo con loro il posto.
La Villa dei Balocchi appare ben presto ai loro occhi in tutto il suo splendore. Cal è davvero agitato soprattutto da quando ha scoperto che la festa ha già fatto in precedenza un morto è mandato in coma un ragazza.
Tra l’insensatezza generale Jemina si allontana dicendo che proverà a parlare con Rufus mentre loro l’attenderanno nella stanza adibita ai fumatori, l’unica non contaminata.
Il luogo inutile dirlo è davvero surreale; un modo diverso di vedere la realtà filtrata da quella maschere così scomode che un hostess gli ha gentilmente fatto indossare all’ingresso: l’aria intorno sembra blu, gli invitati, tutti aristocratici ricconi se ne stanno imbambolati, comunicando con difficoltà. L’unico posto dove si può respirare è la stanza adibita ai fumatori, munita di impianto di areazione che farebbe invidia ad uno shuttle. Qui gli invitati possono guardasi in faccia senza maschere di sorta.
-Ti stai preoccupando?-
-No chi..io?Orchid mi hai preso per un codardo?-
-Ah allora soffri di Parkinson perché è da quando che siamo entrati che stai tremando come un coglione..-
-Sono solo i postumi dell’influenza!-
-Influenza…ma stai scherzando???-
Una voce irruente sopraggiunge da dietro Cal: una ragazza dai biondi capelli di platino legati in un codino sbarazzino, gli si mette davanti provocando l’ironia di Orchid e soggezione in lui:
-è pericoloso fare una festa del genere se una persona ha qualche malattia…non lo sapevi?-
Cal intimorito tira fuori la grinta:
-No! E non me ne importa neanche nulla!Se non fosse per varie ragioni chi ci sarebbe venuto qua?-
-Capisco beh dai non te la prendere così- Si intromette lei un po’ risentita.
-Questi esaltati sono da odiare non credi?Rovinare una villa del genere solo per dei vezzi come una festa-
-Ma è tutto studiato a puntino: i gas sono nocivi solo per le persone!Rufus pondera bene quello che fa…-
-Ah così tu conosci bene questo matto?-
-Si certo!Sono la sua migliore amica!e ho la fama di essere una gran chiacchierona!-Gli dice lei impettita. Orchid esplode in una risata fragorosa mente Cal ci rimane di sasso per un buon quarto d’ora.

sabato 13 dicembre 2008

Charlie Brown innamorato


Frammento lirico


Dall'intensa nuvolaglia
Giù-brunita la corazza,
Con guizzi di lucido giallo,
Con suono che scoppia e si scaglia
Piomba il turbine e scorrazza
Sul vento proteso a cavallo
Campi e ville,e dà battaglia;
Ma qund'urta una città
Si scardina in ogni maglia,
S'inombra come un occhiaia,
E guizzi e suono e vento
Tramuta in ansietà
D'affollate faccende in tormento:
E senza combattere ammazza.


Tu che cerci l'eterno

nel fuggevole giorno

(Clemente Rebora)

venerdì 12 dicembre 2008

Vivanda veritas


Lo stereo intona una datata “Femme Fatale” targata Velvet Underground mentre l’appartamento viene inebriato da strani odori di speziate pietanze cucinate da mano sconosciuta.
-Cal…diavolo ma ti pare modo di svenire così?Mi hai fatto prendere un fottuto colpo!-
Cal, povero Cal, un nome una condanna: ritornato nella sua vecchia città natale solo per ritrovare un amore, che gli si è appena sgretolato in faccia: tutto ha abbandonato per inseguire il suo sogno romantico!Come compatirlo se è svenuto…con quel raffreddore poi…
-Ah certo io ti ho fatto prendere un colpo eh??-
-Cavoli…Cal…-
-Che c’è?....-
-Ma il tuo occhio è ancora strabico?-
-Si che non lo vedi:Venere invece che la bellezza mi ha lasciato lo strabismo!-
Lui ha il naso gocciolante, lei lo sguardo incredulo.
-E la nostra promessa?-
-Quale?-
-Stai con quello….-
-No! Non stiamo insieme…è solo un amico!-
-Ah si certo è un amico...e com’è che ai miei tempi i tuoi amici non usufruivano di quei vantaggi come fare lasciarsi infilare la lingua in bocca ogni tanto?-
-Amico sfigato…lei dice la verità!-
Se ne esce Orchid il proprietario dell’appartamento, con un piatto di tortillas spagnole.
-Devo cerderti?-
-Certo!...ma ora mangia un po’ a papà!-
E gli mette in bocca una fetta di tortillas; ne rimangono quattro.
-Vedi Cal…sono successe tante cose da quando sei andato via…-
-Si tante cose molte…ma mangia anche tu Jemina cara- Meno due tortillas.
-Immhangghino..mha la nostra prhomessa…- Dice Cal masticando e facendole vedere l’asticella di plastica bianca
-Muha!Muha!Muha! Ma qheulda erma uma cazmamata!- Risponde Jemina masticando anche lei.
Entrambi deglutiscono e Orchid rimbocca entrambi.
Cal riprende a masticare in maniera apatica: potrebbe cadergli un macigno addosso e lui non avrebbe nessuna rezione. Jemina sempre masticando si rende conto della sua mancanza di tatto: ma in fin dei conti lei il tatto non l’aveva mai avuto.
-Scusdami…ma bedi è un periondo di berda…io di mi ricombo di tumbo! Ma vendi c’è il mio ragmazzo attumalle mi stressa trobbo!-
-Hai un ragazzmo? Se vuoi ci possmo varlare io: gli dico di lascirtdi in pace!-
Jemina rimane contenta in fin dei conti era quello che voleva dal principio: non le importa del resto.
Cal si rimette a letto, garantendo che parlerà lui con il sua ragazzo divenendo il principe azzurro che non è.
Orchid ha mangiato l’ultima tortillas e pensa che tra poco dovrà andare in bagno.
-Certo- dice a Jemina- che se non vi avessi dato da mangiare sarebbe finita nel sangue lui era molto innervosito!-
-Comunque buone queste tortillas…-
-Ci credo erano tortillas alla valeriana!-
Jemina scoppia a ridere.
-Guarda che non sto scherzando!-
-Comunque Orchid…pensi che lo ucciderà?-
-Si probabile.-

domenica 7 dicembre 2008

Falsi miti


In sul calar della sera la metropoli si infittisce di misteri: un ragazzo sdraiato su un morbido letto immagina con partecipazione il proprio futuro; gli occhi filtrati da un paio di occhiali di scura montatura sono fissi verso il vuoto.
-Allora dimmi un po’ baldo giovane, cosa che ti ha portato a posare le tue nobili chiappe qui in mezzo al nulla?-
-Non è il nulla; è la tua casa questa!-
-Se definisci casa un questo monolocale ricavato da un sottoscalaa… fai come se fossi a casa tua!-
Gli salta addosso mettendosi a cavalcioni su di lui
- Cazzo Orchid se pesi!Brutto stronzo scendi!-
-Ti sto facendo solo un massaggio rilassante!Come hai detto che ti chiami…Cal no?Non puoi capire che pena che mi hai fatto quando ti ho visto..agonizzante al suolo come un barbone!-
-Avresti fatto meglio a lasciarmi qui..tanto appena mi passera questo diavolo di raffreddore, mi metterò subito alla sua ricerca e tolgo i battenti!-
-Ah!Ah!Ah! Mi fanno pena i pezzenti!Comunque è per una donna che sei venuto fino a qui senza un soldo…dovevo immaginarlo sei il classico fessacchiotto sfigato!-
-Ma che vuoi saperne tu!Se non ti stai zitto di denuncio che qui sei abusivo!-
Lo strattona giù dal letto,ma Orchid riamane in piedi.
-Immagino che sia la donna della tua vita?-
-Si certo che lo è!Ci siamo promessi amore eterno tre o quattro anni fa!-
-Se tre o quattro anni fa!!!Chissà magari adesso sarà addirittura madre!-
-Si ti dico!Ce lo siamo promessi…mi ricordo ancora il giorno: noi due, il prato fiorito, la centrale…-
-Beh certo che bel paesaggio romantico con la centrale di mezzo!-
-Io ho ancora il “nostro primo bacio” con me: guarda!- Gli dice alzandosi dal letto mezzo svestito tenendo in mano un’asticella di plastica bianca.
-Cavolo ma che dalle parti vostre vi baciate con le sonde: comunque caro mio ricordati che l’amore non esiste, esiste solo il sesso e dei presunti gesti d’amore!-
-Adesso non farmi pure il saggio!Vi conosco voi punk-bestia della strada: vivete senza regola facendo orge al segno di droga e alcool!-
-Ehehehe!Droga come questa?- Gli dice Orchid ironico accendendosi uno spinello.
D’improvviso si sente un rumore proveniente dall’esterno. Orchid intuisce che c’è qualcuno alla porta e va ad aprire. Dall’altro lato della porta una ragazza gli salta addosso iniziando a baciarlo mandandogli la lingua quasi fino in gola.
-Buona gioia così mi soffochi!-
Cal che ha assistito alla scena è a bocca aperta con gli occhi sbarrati
-Jemina sei tu??Non ci posso credere!-
Lei:-……..-
Orchid capendo tutto:- Ah!Ah! Vedi è questo che intendevo con l’accezione di “gesto d’amore”-