venerdì 29 agosto 2008

Gladium


Un tempo possedevo la spada che passionalmente mi avevi regalato. Ricordo la sua lega pregiata,che risplendeva luce,come uno specchio. Erudita era la trascendente allegoria che simboleggiava nella sua potenza. L’imperio assoluto dei sensi contrasta e sconfigge l’infinito raggiungendolo, ripiegandolo su se stesso, ottenendo il supremo dono arcano:il sogno.
Il tenero pendente al tuo collo tintinna sfregiando la pelle chiara. Il puro gioco di rombi e colori,lede la mia forza tutta. Vorrei vedere la tua espressione mentre cado a terra insieme alla possente spada:occhi di cenere sfumata. Mi spiace,le forze tardano ad arrivare.

Indignatio


A volte si deve piangere in silenzio,segnando le guance con lacrime acide. Silente zaffiro splendente ammiro da lontano. È lo zaffiro del mio cuore martoriato,grondante di sangue color rosso vivo. Quel sapore è ancora esistente,sapore di rabbia di livida presenza. Contavo gli sfregi sul mio corpo e all’interno di esso,quando il cielo era bianco come la luce dei suoi occhi.
Sono il sovrano di un mondo bellissimo tutto mio,dove voi non potete entrare, neanche se volete. Guardatemi volare da lontano,osservatemi per l’ultima volta ,mentre contemplo orizzonti infiniti in vostra attesa. Ho immaginato di sprofondare in quelle acque e di morirvi. Sento ancora la pelle fradicia e la luna è alta nel cielo nero
.

Solitudo


Le nuvole cadono mentre tu chiudi gli occhi con pregiata maestria. Abile nelle cose più scure e docile nelle più corrotte…c’è il profondo grido di me stesso nelle delicate rovine della mia essenza più arcaica… Qualsiasi vapore scuro è la liquefazione di cellule vitali sempre più morte. Arcaiche scritte coprono quel muro in sotterranee profondità…incomprensibili per il mio sfumato intelletto…perché?? Colorerei con il tuo sangue quel muro,dopo avervi sfracellato la tua testa contro a averlo assaggiato… Che sapore ha il tuo stesso peccato? Assaggia.
Sdraiato ora posso guardare oltre la finestra dei miei incubi solitari e sognare di poter respirare ancora
.

martedì 19 agosto 2008

Catena


Continuo a pellegrinare accompagnato da una tenue

ma tagliente brezza.

Un tacente grido vorrebbe fuoriuscire

ma è strozzato dalla mia gola madida di umida di saliva.........

.......................il grido vorrebbe produrre quella limpida luce

foriera di lande polverose e tetre nelle quali vedo

le mie lacrime scivolare asciugando la mia esistenza.


Continua il mio viaggio estivo sotto il segno della poesia e del passato!

Questa dovrebbe rendere lo status di soffocamento che si attiva quando non si è se stessi, anche quando lo si vuole a tutti i costi, ma c'è qualcosa che te lo impedisce. Ragazzi cari anche questa poesia e fitta di sensi adolescenziali:l'avrò scritta quattro o cinque anni fa!