domenica 10 febbraio 2008

Delirio mnestico


La respirazione è affannata, a stento riesco ad impugnare la pistola.

Cammino con passo affrettato, la mia pelle è bruciata dal sole come fosse all’inferno. Non c’è nulla da dire quindi non voglio sentire parole. I passanti non mi guardano…meglio così; il mostro che sono ancora non deve trapelare.

Le mie mani sono sudate, a stento riesco ad impugnare la pistola.

Nel cielo aeroplani disegnano spumeggianti coreografie bianche dannatamente lineari, all’opposto del mio attuale battito cardiaco. TI AMMAZZO brutto bastardo:ci sono poche parole da dire in questi casi ed io voglio sentire pochi schiamazzi. Solo il mio ruggito e quello basta e avanza.

La mia mente è agitata, a stento riesco ad impugnare la pistola.

Un bang acuto e sordo è cantato dalla canna fresca di sparo. Ma la mia presa non è salda e l’arma scivola per terra come cadesse in un baratro. Il mio volto si abbassa mentre una forte sensazione di fallimento mi saluta tra le pieghe del terreno.

Le lenzuola mi avvolgono come amanti madide di sudore. La pistola è vicino a me.
Io sono l’artefice del mio delirio.