lunedì 28 dicembre 2009

Filosofie da acquario




"City of strangers" dopo ere riprende...



Entro nella mia stanza spegnendo una sigaretta nel portancenso: so solo che dietro di me c’è una grande confusione e sono stufo di sentirla; chiusa la porta rimane solo il silenzio.”
-Tutto qui?-
-Si tutto qui…deve esserci altro?-
-Stai diventando noioso Rufus, lo sai?- Slay è sdraiata sul suo divano, tenendo gli occhi chiusi.
Lui rimane sbigottito, mentre sempre ad occhi chiusi assapora l’aroma allucinogeno di un narghilé.
-Noioso!?Mi sembra una visione di tutto rispetto mia cara!-
-Non è in questo modo che la tua ricerca andrà a buon esito, mio caro…-
Rufus iniziando a tremare fa per prendere dal taschino della sua camicetta una cosa, ma Slay lo fulmina subito:- … e continuare a prendere ansiolitici non ti aiuterà, bello mio!-
-Ma Slay come hai fatto a capirlo?Diamine hai gli occhi chiusi!-
-Sono o non sono una strega?Dovrò pur averlo qualche potere…-
Slay riapre gli occhi con un mezzo sorriso, l’espressione di Rufus è invece nera come la pece…
-Infuso ai frutti rilassante?-
Rufus, risoluto:- Ora basta Slay!-
-Non ti piacciono più gli infusi di frutta?-
-Non intendo questo…basta con questa psicoterapia new age tanto mi sto rendendo conto che è inutile!-
La ragazza, vestita di morbido velluto verde si alza e da un po’ di mangime ai suoi tre pesci pagliaccio di cui va tanto fiera:
-è vero si, siamo ad un punto morto, però ti avranno insegnato che non si può avere tutto e subito?-
-Vuoi farmi la morale Slay?-
- No che morale e morale! Voglio solo darti un incentivo ad andare avanti!-
Rufus rimane seduto con lo sguardo immobile sui pesciolini che si prodigano a trangugiare il mangime:- Senti ma secondo te quei pesci sono pazzi?-
-Beh non so se siano pazzi, ma sono sicuramente dei gran chiacchieroni…-
-Saranno dei logorroici, ma di certo sono anche andati di cervello: voglio dire tutta un’esistenza vissuta in buco di acquario, rincorrendosi la coda in attesa che un’esagitata li dia da mangiare: se non si diventa matti così dimmi tu come…-
Slay finisce la sua attività e inala un po’ di narghilé:- Ti ringrazio per l’esagitata, ma non capisco questo cosa c’entri ora…
-C’entra che alle volte anche io mi sento pazzo, pazzo come quei pesci! E temo di non trovare più nessuno che mi dia il mangime come…-
-…..te lo dava tua madre?-
Minuto di silenzio:- Hai colto nel segno…-
Slay inizia a smanettare con dell’incenso:- ma certo che ritroverai tua madre!Vedo la colonna della certezza nei tuoi occhi e sento che presto sarete ricongiunti, magari proprio alla Festa della Prelibatezza di domani….-
Rufus pensieroso:- Ma ormai ho capito che la strategia delle feste non paga più e non ha mai pagato: sono anni ormai che tutta la città sa di queste mie feste aperte a tutti, ma lei non si è mai fatta viva…-
Slay gli lancia un’occhiata di supporto, vuole davvero aiutare il suo amico-cliente a ritrovare la madre ed è convinta che il binomio feste-psicoterapia new age possa risolvere il suo problema.
Rufus non è convinto e forse per la prima volta nella sua vita addirittura amareggiato:
-Comunque, tu pensi che io non sia pazzo vero?- Le chiede infilandosi il suo costassimo cappotto scuro, poco prima di andarsene.
-Non che non lo sei!Hai tanti difetti ma non sei svitato come i miei pesciolini!- Slay sorride e continua:- Oggi sei solo un po’ triste visto che è proprio l’anniversario della sua scomparsa; quanti anni sono che…?-
-Oggi sono sette anni che è morta…-
-Dai vedrai che se non la ritroveremo noi, si farà viva lei!-
I due si salutano e Rufus abbandona la casa di Slay con la consolazione di non essere pazzo.


domenica 12 aprile 2009

Dormire o non dormire



"City of strangers" di nuovo fra noi...


Deny anche questa mattina non ha sentito la sveglia o forse ha fatto solo finta di non sentirla. Sono mesi che non la sente; ma non chiedetegli perché: lui non saprebbe rispondervi. Lo stereo intona ad alto volume melodie trip-pop di scarsa considerazione; gli piacciono molto, ma non chiedetegli il perché: lui non saprebbe rispondervi.
Girovaga per la cucina con solo le mutande addosso, mette del latte freddo in un bicchiere; ne beve solo a metà.
-Cazzo non puoi sentire questa merda di prima mattina…-
Deny di primo impatto è sorpreso: pensava di essere solo in casa, ma un volatile fumo di sigaretta lo ricollega ad una figura distesa sul divano.
-Ah lascia perdere...tanto adesso mi rimetto a dormire! In ogni caso Lax, Kit non tollera che si fumi dentro casa…-
Lax sorride:- Ultimamente fumare è l’unica cosa che mi fa sentire viva, questo mi capita spesso con le sigarette slim…tipo queste…-
-Capisco quello che intendi…io però preferisco dormire; diavolo! Non tocco caffè da mesi…-
Lax annega la sigaretta in un bicchiere d’acqua:
-Sono entrata dal passaggio segreto, quello che usavo con Rufus…-
-…quello che usavate per venire a scopare in camera mia; si certo, lo avevo immaginato!Quello che non capisco invece è il perché sei qui!-.
-Sono venuta qui per parlarti d’affari…dovresti esserne contento!-.
-Dipende dal tipo di affare…-
Lax si ferma un istante, rimane a fissare Deny per un po’, poi come svegliatasi da una trance riprende:
-Ti andrebbe di recitare alla prossima festa di Rufus?-
Lui ci rimane di sasso e un gran punto interrogativo gli si tatua un faccia…
-Ce c’è? Qual è il problema? Sei un attore no? Non mi pare una richiesta così assurda!-
Deny si versa un altro goccio di latte, poi senza alcuna ragione scaraventa il bicchiere per terra.
-Tutto a posto?- Lax si alza e gli si avvicina.
-Quello che dici sarebbe vero se io fossi un vero attore…ma io…in realtà…-
-Deny, che ti prende? Non ti riconosco…-
Tutt’un tratto lui si alza in piedi e le si mette di fronte:
-Non è che non mi riconosci, è che prima neanche mi vedevi! Eri troppo impegnata a scopare con Rufus per accorgerti di persone come me! Ah no! Scusami!: quando dovevate fare sesso e non avevate un posto dove farlo vi ricordavate eccome di me; anzi vi ricordavate della mia stanza: in fin dei conti è di Rufus: è lui che me l’affitta!-
-Deny cerca di calmarti!- Lax osserva gli occhi del ragazzo; piccoli e chiari, espressivi e in quegli istanti torvi come non mai.- mi dispiace se ti ho ferito, ma il passato è passato e…-
-….e cosa? Adesso ti metterai a dire che puoi capire come mi sento! No bella mia non puoi capirlo…io ormai non so più quello che significa essere attore…-
-Che intendi dire?- Lax si accende un’altra sigaretta; il suo viso si è un po’ imbrunito.
-….Io voglio solo dormire fare della mia vita un sonno senza fine…così il mio fallimento…nessuno lo scoprirà….-
Lax lo fissa per alcuni istanti; poi inizia a parlargli in tono acuto e deciso:- Sai, una cosa mi ha colpito di te fin dall’inizio di questa conversazione..-
Deny la guarda con occhi dubbiosi; lei continua:- Beh…quello che mi ha colpito..è…l’igiene del tuo corpo…sei pulito!Troppo pulito…-
Lui inizia a guardarsi i piedi, le gambe, il torace, le mani… constatando che quello che gli è stato detto è vero:- Non capisco che vuoi dire? Mi lavo tutti i giorni: mi sembra una cosa normale!-
Lax di getto inizia a smanettare delle stoviglie in cucina: trova la caffettiera, la riempie e la mette sul fuoco; Deny è perplesso:- Che stai facendo?- . Lei ammiccando ironicamente:- Se io volessi dormire per tutta la vita non avrei nessuna voglia di lavarmi! Neanche tu lo faresti se volessi veramente “dormire per sempre”! Per questo ho deciso di farti un caffè per darti una bella svegliata!-.
Sul viso di Deny lentamente comincia a tracciarsi un sorriso:- Ma sei sicura che potrò svegliarmi davvero?-.
Lax accende il fornello e rimane a fissare le fiamme azzurre:- “To be or not to be, that is the question!”; perché non reciti questo alla festa? Che ne so, recitandolo potresti veramente trovare una risposta…”
-Morire…dormire….- Deny si alza di scatto- Vado a cercare “Hamlet”, perché ho deciso che tentar non nuoce...-
Lax lo vede allontanarsi; il caffè è pronto quindi apre una mensola alla ricerca di due tazze; nota però una confezione di candeggina che sembra stare lì da molto tempo; si blocca: fissa la confezione placcata in bianco, l’etichetta blu elettrico: il suo sguardo passa rapidamente sulle tazze, riempite di caffè:- Deny è davvero un essere fragile…- pensa continuando a fissare il caffè, scuro come la pece e forse un po’ troppo annacquato -…forse per lui sarebbe meglio dormire…certo…-
Rapida come un lampo prende la candeggina, stappa, fa per versarla nella tazza ma:
-“…. se è più grande l’animo che sopporta i colpi di fionda e i dardi della fortuna insensata, o quello che si arma contro un mare di guai e opponendosi li annienta…”-Deny rientra recitando con il libro in mano:- Si reciterò questo!-Notando Lax che cerca di nascondere qualcosa:- tutto a posto?-.Lax cerca di far finta di niente, ritorna per un attimo alla normalità: non può ucciderlo; almeno non per ora, così porgendogli il caffè gli dice:- “…And the rest is the silence…”.

sabato 28 marzo 2009

Ora incerta



Tutte le numerose spirali vorticose che cercavo di brandire,
scivolano nel bianco del cielo autunnale.
Labilmente torno a percepire me stesso
in una inconsueta notte;
notte etilica,
notte di fuoco,
notte di sogni infranti.
Devo lasciare che il destino mi colga,
mi estirpi con un taglio netto dall’ apatia dell’esistenza.
Sulla superficie trasparente di uno specchio gotico faccio scivolare
le mie mani caduche,
contemplo la mia immagine
e bramo il mondo che la circonda.
Il DESTINO mi invita nell’ artificiale dimensione ed io vi immergo la testa sanguinando.

venerdì 20 marzo 2009

La " caccia al tesoro" ha inizio






"City of strangers" saluta la primavera...

Il cielo è di un grigiore spaventoso; alla fermata di un autobus Lax batte ritmicamente sul terreno il tacco di uno dei suoi stivali: lo fa per ammazzare il tempo in attesa del pullman che non arriva.
-Oh mio dio un topo che schifo!- La donna che le siede accanto terrorizzata accenna al suo piede.
Effettivamente uno strano batuffolo di pelo si sta barcamenando intorno al suo stivale.
-Signora questo non è un topo, ma è un porcellino d’india!- Lax lo raccoglie.
-O ma che schifo, lo prendi anche in mano ora?-
Lei non le risponde: è più colpita da un ragazzo che sopraggiunto da poco, con stupore le chiede il piccolo animaletto: è Cal naturalmente.
-A caccia di bestioline smarrite eh?-
-E un buon modo per ammazzare il tempo non credi?- Lui ha il fiato corto, lei quasi divertita lo invita a prendere da bere in un locale non molto distante.
-Quindi lui sarebbe Prometeo giusto?- il porcellino le si è delicatamente addormentato sulle cosce nonostante la musica martellante del pub.
-eh si!Diciamo che è un regalo…-Cal sorride: è contento di rivederla ristabilita quasi totalmente.
-Anche se sembra una frase da romanzo rosa devo dirtela…dopo quel nostro incontro all’ospedale sapevo che ci saremmo rivisti!-
-Hai ragione- gli ribatte lei- è proprio una frase da romanzo rosa….solo che il mio non avrà lieto fine…-
-Problemi…?-
-Beh non vorrei fare un uscita da drammone psicologico, ma tutta la mia vita ultimamente è un problema…-
Lei sorseggia di tanto in tanto il suo irish coffee, Cal la guarda con partecipazione e trasporto; per un istante il suo sguardo gli ha ricordato quello della sua Jemina:
-Rufus ti ha fatto ancora qualcosa?-
-Rufus fa del male a tutti; mi dispiace proprio che anche una persona buona come debba aver avuto a che fare con lui…-
-Essere buoni non è un gran vantaggio; la mia bontà non mi ha permesso di vincere contro Rufus a aiutare chi amo….-
-Non mi dire che ha sfidato a duello anche te? È davvero uno psicopatico sfida le persone solo per spaventarle…-
-Infatti non mi ha colpito, non so perché, ma mi ha solo sfiorato: io non sono riuscito a fare nulla.-
-Non devi demoralizzarti; uccidere una persona è una cosa crudele e inumana…- dicendogli questo lei gli tocca la mano; quel gesto così semplice Cal lo interpreta come una richiesta d’aiuto: ma si in fondo per la sua situazione c’era poco da fare e se non era riuscito ad aiutare Jemina ci sarebbe riuscito con Lax!
Lei gli spiega che per ora non ha più una casa e Cal interviene subito:- Non ti preoccupare, a tutto c’è rimedio!-
Di lì a poco si ritrovano a casa di Orchid, che mezzo fatto gli apre alla porta:- Orchid questa è Lax rimane da noi per un po’!-
Lui con i riccioli spettinati e un sorriso a tratti ferino:- Ohi caro, ma tu hai smesso da due giorni con una e inizi subito con un’altra?-
-Dai, non rompere!Anche lei è nei casini a causa di Rufus, non posso abbandonarla!-
-Prima il criceto e poi la bisognosa d’aiuto quest’appartamento sta diventando un bordello! Comunque devi sapere dolcezza- dice rivolgendosi direttamente a Lax- che io sono un tipo vary free, quindi come si dice di solito, fai come se fossi a casa tua!-
Lax lo ringrazia e prende subito alla lettera quello che le è stato detto; prende il suo gran borsone pieno di oggetti strani e di vestiti ed inizia a posizionarli su una delle mensole libere.
Poco dopo i tre iniziano a chiacchierare passandosi tra di loro uno spinello: Lax racconta il motivo del suo sfratto: la casa in cui lei abita le è stata regalata da Rufus; ora che i due si sono separati lui la pretende indietro: l’unico modo che Lax ha di mantenere la casa è quello di “restituire” delle cose a Rufus: cioè tutto quello di cui si è privato per stare con lei. Lax fa vedere agli altri l’elenco delle cose, Cal:
-che figata è tipo una caccia al tesoro!-.
Gli altri due lo guardano sbigottiti e Orchid:- Sfigatello, ma a che ti facevano giocare da moccioso! Questa non è una caccia al tesoro; mica ti puoi tenere per esempio come c’è scritto qui: una “spada bastarda affilata di forgiata tedesca come quella che ti ho regalato e che hai perso” se la trovi gliela devi restituire!!-
-Ah no! Perché quegli sono gli oggetti che ci servono per trovare il vero tesoro: la casa di Lax!-
Orchid lo guarda esterrefatto come se pensasse che dei bamboccioni come Cal non esistessero da tempo; Lax al contrario sembra apprezzare il suo interessa ma si dimostra demotivata:- Ti ringrazio per i buoni propositi Cal, ma certe cose sono impossibili da trovare: per esempio:- “assistere allo spettacolino che due anni fa Dany ha fatto da solo per l’inaugurazione di non mi ricordo cosa…” è improponibile, neanche lui sa quello che vuole!
Cal si sente geniale:- Ma forse Dany si ricorderà, in fin dei conti è stato lui ad organizzare lo spettacolo, parleremo con lui e lo convinceremo a rifarlo!-
Detto questo Cal cade come un sasso addormentato, lasciando Lax perplessa.
-Beh è fatto così, non puoi farci niente e anche se sarà imbarazzante sarai costretta a farti aiutare, mia cara!-
Le dice Orchid prima di coricarsi e addormentarsi anche lui.
Lax però ancora non ha sonno, rimane per parecchio tempo sveglia nei suoi pensieri, poi si addormenta vicino alla sua borsa, quasi volesse proteggerla.
La mattina dopo Orchid, si ritrova da solo in casa; sul tavolo del cucinino trova un biglietto di Cal su cui c’è scritto: “la caccia è incominciata questa mattina presto mentre tu ancora ronfavi!”.
Smosso dal suo apparente cinismo, anche Orchid vuole a suo modo partecipare: perciò tra le cose di Lax prende un pezzo di carta scambiandolo per la lista che lei gli aveva fatto leggere la sera prima; ma avendolo tra le mani si rende conto che in realtà è un piccolo foglio stropicciato che riporta a mano la scritta: “Non c’è due senza tre” Orchid all’apparenza per niente incuriosito dall’oggetto lo ripone tra le altre cose, proprio come l’aveva trovato.

sabato 7 marzo 2009

Lax e Rufus





"City of strangers" non muore e si rivede!




La buia stanza di una commissione viene illuminata da un coro di risate e di sproloqui:

-Ah!ah!Ah!Ma signorina vuole scherzare?Oramai la sua carriera con noi è finita!

-È inutile che ci guarda con quella faccia!Ah!Ah!Ah!-

-Mhuahahah!Si trovi un altro lavoro!-

-Non abbiamo posto per modelle-assassine Mhuahahah!-

Oltre l’imputata c’è solo una persona che non ride:

-Rufus, cosa le prende?Perchè non sta ridendo?-

Lui non fa in tempo a rispondere: la processata lancia un acuto urlo da soprano.

-Non ho bisogno delle sue parole signor Rufus: so che si sente una merda per quello che tu e questi stronzi mi state facendo!Non lo vedete che è mortificato!-

La commissione tace: Rufus sembra imperturbabile: si mette i suoi occhiali da sole e fa per uscire:

-Lax….- La sua voce parte inaspettata- io ho il potere qui, è sono stato io a metterti alla porta….- Breve interruzione- Su una cosa mi trovo d’accordo con te: SONO MORTIFICATO di dirti che il nostro matrimonio finisce qui!Non voglio avere niente a che fare con una che ha ucciso due persone!-

Inizia ridere e gli altri membri della commissione gli vanno dietro.

Lax volta le spalle a tutti dicendo una cosa a bassa voce, nessuno riesce a sentirla; nessuno a parte Rufus:

-Che c’è Lax?? Non parlare da sola come una schizzata, comunica quello che senti a tutta la commissione!-

Lax in silenzio prende dalla sua borsetta un pezzo di carta, ci scrive qualcosa sopra:- Lo scrivo su questo pezzo di carta Rufus e ti assicuro che un giorno ti farò leggere quello che ci ho scritto-

Gli altri riprendono a ridere, ma stavolta Rufus no: preferisce guardare Lax: le sue spalle leggermente disarmoniche a causa del coma scompaiono all’interno del buio.

venerdì 6 febbraio 2009

L'origine di tutti i tuoi mali



"City of strangers" si scusa per il ritardo...

-Cal!Diavolo vuoi svegliarti!- Cal sonnecchia allegramente durante il suo primo giorno di lavoro.
Kit istericamente inizia a torcergli l’orecchio sinistro: - Senti ma devo licenziarti subito o cosa!?-
Cal si sveglia:- Uh scusa Kit, non so proprio cosa mi sia preso!-
In realtà cosa gli si era preso Cal lo sapeva bene: lui aveva chiesto lavoro a Kit nel suo negozio di roba usata e lei:- Si, un assistente mi ci vorrebbe proprio! Però guarda che si lavora sodo, il negozio pulula sempre di clienti!-. Sarà stata fatalità ma quel giorno nessuno vi aveva messo piede.
Cal ancora assonnato vede Kit irrequieta:- Senti domani andrò meglio, oggi è stato solo il mio primo giorno! Ora però datti una calmata…-
-Ma non sono agitata per questo!E perché non è venuto nessuno! È mesi che è così!-
-Per fortuna…-
-Come per fortuna?-
-No…. Cioè….avevo iniziato a pensare che portassi sfiga io…-
Kit è crucciata e a tratti il suo viso inizia ad assumere dei connotati inquietati:- Lo so io qual è la causa: guarda quella macchia rossa sul soffitto!-
Macchia rossa!? E dov’era questa macchia rossa? Kit gliela indica: effettivamente una macchia rossa c’era e effettivamente era sul soffitto, tutta bella corvina:- è presagio di sfortuna! Ho ereditato questo negozio da mia zia che era un tipo un po’ strano! Secondo me tutto dipende da lei…-
Lo sguardo dei due si incrocia; Cal ne esce intimorito.
- Cal me lo faresti un favore? Sei il mio assistente questa la tua prima commissione…-
Lui naturalmente aveva accettato, pensando che avrebbe dovuto smacchiare il soffitto, ma invece il suo compito si prospettava leggermente più ardito:
- Devi andare a casa di Slay, lei è una sorta di strega, sicuramente potrà aiutarci…-
Streghe!? Esistevano veramente?
Un Cal scettico e un po’ intimorito si allontana dal negozio raggiungendo velocemente l’abitazione di questa fantomatica strega. La casa in questione è un piccolo appartamento, in un grande palazzo; al citofono gli aprono senza rispondere.
Inutile dire che Cal ha strizza e anche molta, soprattutto quando si trova di fronte alla porta di ingresso, che, come in ogni situazione inquietante è sempre semi aperta.
-Sono Cal, vengo da parte di Kit, sono un suo amico…-
-Si entra…non vedi che è aperto?-
Una voce femminile viene da lontano; lui percorre furtivo l’appartamento all’apparenza deserto. Poi d’un tratto il suo piede struscia qualcosa di scivoloso sul pavimento.
-Che ci farà tutta quest’acqua sul pavimento?- Pensa inarcando le sopracciglia dubbiose.
Da lì a poco il nostro malcapitato trova finalmente la porta di una stanza aperta: forse era da lì che la voce di prima era partita.
-Permes….- Cal non fa in tempo a finire di dire “Permesso” che una paralisi gli blocca la gola: - O mio dio!- Una ragazza attaccata con dei ganci al soffitto penzola proprio di fronte a lui:
– è un cadavere!?- . Gli viene subito in mente, ma il cadavere in questione si rivela più vivo dell’inaspettato:
-Potresti farmi dondolare un po’ verso ovest per favore?-
Cal ormai rassegnato alle stranezza non si fa più domande:esegue come un autome
-Adesso un po’ ad est-
-Un po’ più a nord est ora… Non così veloce…si ora va bene!-
La ragazza assunta la posizione desiderata inizia a muovere le braccia e le gambe in modo così caotico che il povero Cal si becca anche una piedata in mezzo alle gambe!
-Che belle le stelle!da qui le vedo benissimo!- Dice lei, non accorgendosi dei rantoli di Cal .
Viste le stelle la ragazza premendo i tasti di un telecomandino si fa calare giù dai ganci.
-Eccoci qui, quindi sei tu Cal giusto?- Rotto il ghiaccio con le presentazioni lei gli offre del tè, dimostrandosi carina e garbata anche se un po’ svampita:
- Ehi non è che ti sei bagnato con l’acqua che era sul pavimento?- gli chiede d’un tratto preoccupata.
-No no!- Risponde Cal, pensando d’un tratto che passando sull’acqua avesse fatto danno.
-Ah per fortuna! Quella è acqua del fiume Tigri, serve a assorbire la sventura, se l’avessi calpestata due anni di disgrazie nessuno te li avrebbe tolti nessuno!-
Cal sorride quasi inebetito: non sa più che aspettarsi da quella strana ragazza dai grandi occhi celesti e con un’orchidea tra i capelli.
Dopo la medesima, sempre utilizzando un lessico a tratti incomprensibile, da a Cal un lettera imbustata dicendo che era il responso al dramma di Kit.
-Tienilo! Mi raccomando solo lei deve leggerlo; sennò l’ectoplasma non smetterà di perseguitarla!-
-Ah certo! Immagino!-
D’un tratto però qualcosa rompe l’armonia che tra i due si era creata. Slay sbarra la bocca; Cal di conseguenza sgrana gli occhi:
-Cosa c’è?-
-Sacro cosmo ragazzo mio! Tu devi aver avuto una vita assai sfigata!-
-è così evidente? Da cosa lo hai capito?-
Slay si alza dalla sedia e gli si avvicina, circospetta:
-Il tuo occhio!- Urla in una maniera quasi agghiacciante.
-Il mio occhio cosa!?- Ribatte Cal ora ancora più agitato.
-Il marchio delle Erinni! Devi sbarazzartene!-
Dopo lo smarrimento iniziale e alcune delucidazioni, Cal ottiene una visione più pulita della cosa, ma poi neanche tanto:
-Cioè io doveri cavarmi il mio occhio strabico!?-
-No ma che hai capito!?…dobbiamo compiere un rituale per esorcizzarlo! Un mio amico che vive molto lontano da qui potrebbe fartelo anche gratis, però dovresti pagargli almeno il biglietto per il viaggio…-
Ma a giudicare dal costo del biglietto l’amico di Slay deve abitare molto lontano.
-Senti ciccia, io non ti conosco, non è che mio vuoi solo fregare i soldi?-
-Non insultarmi così! Io do la mia vita per gli altri: facciamo in tal giuntura: io ti lascio in garanzia un mio oggetto prezioso, se ti dovessi imbrogliare potrai non restituirmelo!-
L’oggetto in garanzia è un porcellino d’india dal pelo maculato di nome Prometeo.
-Devo fare anche da balia ai criceti ora?- Pensa Cal mentre viene accompagnato alla porta.
-Cal mi raccomando!Ricorda quell’occhio è l’origine di tutti i tuoi mali!-
Così Cal si ritira accompagnato dal responso di Kit, dall’apatico Prometeo, e da mille grilli per la testa. Ma nel frattempo, nel suo appartamento, Slay:
-Se ne è andato, Rufus, puoi uscire dal tuo nascondiglio…-

martedì 20 gennaio 2009

Il duello che tutti aspettano



"City of strangers" di nuovo fra noi.


Jemina ha una gran confusione per la testa ma è pur sempre determinata; neanche lei sa cosa vuole nella vita ma è sempre convinta che un trucco audace possa darle quella spinta che le manca; magari anche adesso che vuole incastrare Rufus: per farlo il primo passo è raggiungere casa di Deny un amico che i due hanno in comune.
-Che succede? Com’è di prima mattina?- le chiede lui aprendole la porta dell’appartamento. Deny è un ragazzo svogliato, un attore mancato che non sa cosa fare della sua vita.
-Ma che prima mattina è quasi ora di pranzo!- Jemina è aggressiva e nervosa: si fa fare una tisana calmante.
-Valeriana e biancospino?-
-Mettici quello che ti pare!- Jemina è seccata e isterica.
Deny decide di darle dei tranquillanti.
-Kit è in casa?-
-No è uscita stamattina presto, starà facendo la spesa perché Rufus, il “padrone”, rimane a pranzo oggi…-
Lei lo guarda un po’ indignata:- Perché tu e Kit non vi mettete insieme?-
-Ma che sei scema? Perché dovremmo?-
-Che ne so: alla fine vivete insieme e poi per lo meno starebbe meno appiccicata a Rufus!-
-Non è colpa mia se viviamo nello stesso appartamento, che tra l’altro, è uno dei tanti possedimenti della famiglia di Rufus. Poi devi vedere lui com’è tirato sull’affitto con me e largo di maniche con lei.-
-Comunque immagino che lui o lei ti abbiano raccontato tutto, riguardo al duello etc.-
-Si certo! Io dovrò fare da testimone a Rufus.-
-Ah bella merda…senti io mi metto un po’ a riposare che ho fatto nottata ad arrovellarmi le cervella. Fammi un segnale quando arriva Rufus, che sta cercando di evitarmi per questa storia del duello. P.s. non dire niente a Kit che gli farebbe la spia.-
- Tranquilla, sono pur sempre un attore io!-
La prima parte dell’operazione antiduello era fatta. Ma nulla era certo; con Rufus tutto può ancora precipitare verso il male.
Kit sopraggiunge sul luogo poco dopo, non sospetta nulla. Si mette ai fornelli come è solita fare, canticchiando motivetti popolar-sconosciuti; Deny rimane a fissarla.
-Che buon profumo…che ci cucini di bello?-
Lei scende dalle nuvole:- Cavolo Deny mi dispiace….potresti cucinarti da solo?Non ho comprato ingredienti sufficienti per tutti e tre…-
-Non ti preoccupare…lo immaginavo…- Il ragazzo sbuffa dentro di se, mentre l’appartamento viene inondato da strane fragranze davvero molto appetibili.
Trascorsa un’ora il tavolino è imbandito delle più svariate leccornie e trascorsa ormai un’altra mezzora i due e il convitato sono ormai alle prese con le pietanze mangiando di gusto; o meglio Kit e Rufus mangiano di gusto Deny li osserva languido mentre si spolvera la pizza riscaldata della sera prima.
-Come mai Rufus non dici nulla?- Esordisce Kit.
-è tutto buono Kit davvero…- Rufus ha un’espressione impenetrabile quest’oggi sia Kit che Dany ne rimangono quasi inquietati. Lo fissano, ma lui non aggiunge altro.
-A che ora è il duello oggi?-. A quest’interrogazione di Dany segue subito l’apocalisse; si sente spalancare una delle porte della casa, Jemina entra in scena troppo irruentemente con un:- Eccoti qua maledetto stronzo!-; è il panico:
Kit:- Ma che ci fai qui? Rufus ti giuro che non ne sapevo nulla!-
Deny:- Mamma mi ero scordato il segnale…mi ero scordato tutto!-
Rufus impassibile si pulisce con un fazzoletto la bocca.
-Non mi dici nulla?-.
-Perché che ti dovrei dire?Cosa devi dirmi tu più che altro?Sei tu che mi cercavi…-
-Lo sai bene che voglio…cos’è questa storia del duello? mi hai lasciato solo la dichiarazione da recapitargli e nient’altro…-
-Si me lo ricordo…te l’ho lasciata mentre tu eri addormentata dopo che sei stata con me…-
-Che c’entra questo?-
-Che neanche tu sai quello che vuoi, sai solo che se mi lasci non avrai scampo…- Rufus parla senza mai guardarla negli occhi, si alza in piedi risoluto; Jemina è gonfia di rancore:- Tanto non verrà, lui non è un montato come te, e poi se proprio lo vuoi sapere io la dichiarazione non gliel’ho data!-
-Se non verrà è un codardo! Ma in ogni caso io ci sarò! Venite tutti ad assistere allo spettacolo: il luogo e l’orario ormai sono risaputi!-
-Tanto non verrà, ci puoi scommettere!- Gli dice urlandog, ma Rufus ormai se ne andato senza neanche salutare; tutti sono allibiti.
L’operazione anti-duello è fallita, ma Jemina pensa davvero che Cal non ci sarebbe andato al duello. Poco dopo lo scontro con Rufus ha di fatto detto a Deny e Kit:
-Non è da lui! Cal è una persona razionale, sono sicura che non ci andrà!-
Ora è molta la delusione di Jemina, ora che il duello sta per iniziare; tutti sono presenti: Deny, Orchid, Kit, Rufus e anche Cal. Non c’è storia, solo la pistola di Rufus spara ed è solamente il corpo di Cal a cadere per terra.